Cause, procedura diagnostica e terapie per la cura dell’infertilità

Cause della sterilità

DIVENIRE GRAVIDA NON DEVE ESSER SEMPLICE

Sapete che la specie umana ha una delle capacità riproduttive più deboli di tutte le specie di animali viventi sulla Terra?

La possibilità che una coppia giovane e fertile concepisca un bambino in un rapporto sessuale non protetto durante un mese è solo di 17%, e la possibilità continua a calare al compimento del 35. anno d’età.

Quando sottoporsi all’esame?

Se provate a divenire gravide, però senza successo, da più di 12 mesi. Dopo il 35. anno d’età della donna perfino dopo 6 mesi, e dopo il 40. anno d’età della donna non si consiglia di aspettare più di 2-3 mesi.

QUALE PUÒ ESSERE IL PROBLEMA?

Alla cerca dell’origine dell’infertilità è importantissimo rendersi conto del fatto che questo sia il problema della coppia, non solo dell’uomo o solo della donna. Percepire l’infertilità come la questione comune è naturale, siccome per concepire un bambino servono sia l’uomo che la donna. Tale modo di pensare può aiutarvi a superare meglio questo periodo difficile, e vi permette di avvicinarvi l’uno all’altro invece di allontanarvi l’uno dall’altro.

Oltre alle cause tipiche che riguardano gli organi riproduttivi o lo sperma, dell’infertilità possono esser colpevoli anche disturbi ormonali, disturbi del corredo genetico o fattori immunologici. A non parlare di cattivo stile di vita che spesso influisce la nostra vita più di  quanto ce ne rendiamo conto.

Ogni coppia è eccezionale, e tale è anche la procedura diagnostica o la soluzione del problema. Per tale motivo non esiste un metodo universale per arrivare a un bambino desiderato. Tutti i processi sono predisposti individualmente per soddisfare i vostri fabbisogni. 

Come possiamo aiutarvi

Leggete le domande più frequenti delle nostre pazienti, o fate una domanda voi.


Procedura diagnostica

I problemi di divenire gravida possono avere tante cause. Trovare la causa è di regola il primo passo per risolvere il problema. Per tale motivo, nel Centro per la riproduzione assistita Gyncare centriamo attenzione straordinaria sulla procedura diagnostica complessiva.
Per cercare la causa, prestiamo l’attenzione anche all’immunologia, genetica, sessuologia, e non si deve dimenticare la psicologia. Ovviamente, non sempre è necessario sottoporsi a tutti gli esami. Grazie alle esperienze pluriennali, i nostri esperti riescono a trovare l’origine del vostro problema già all’inizio dell’intero processo.

 

Domande del medico

Una volta terminata la procedura diagnostica, il medico dovrebbe conoscere le risposte a queste domande essenziali:

  • Avviene l’ovulazione?
  • Ha la donna una riserva sufficiente di ovuli nelle ovaie?
  • Hanno le salpingi della donna una buona pervietà?
  • È la funzione della tiroide e la produzione di prolattina e di insulina della donna adeguata?
  • Il spermiogramma del partner soddisfa con i suoi parametri le condizioni per il concepimento spontaneo?
  • Non soffre la donna di endometriosi?

Di solito, la procedura diagnostica continua solo quando si hanno le risposte a queste domande essenziali che identificano le cause più frequenti dell’infertilità. Se però da questi esami non risulta niente, gli esperti continuano a cercare. Poi centrano sull’immunologia, la genetica, la sessuologia e l’andrologia.

Procedura diagnostica della DONNA

  • Esame introduttivo
  • Esame del profilo ormonale
    • Esami delle riserva ovarica
    • Esame ad ultrasuoni
    • Altri esami
  • Esame di pervietà delle salpingi

Procedura diagnostica dell'UOMO

  • Esame dello spermiogramma

Procedura diagnostica della COPPIA

  • Esame postcoitale

Procedura diagnostica della DONNA

Esame introduttivo

Alla procedura diagnostica dell’infertilità nel Centro per la riproduzione assistita Gyncare collaboriamo strettamente con il vostro ginecologo. Importanti sono i risultati dei precedenti esami.
Per noi è molto importante conoscere la vostra condizione di salute in complessità. Oltre all’esame del profilo ormonale o di pervietà delle salpingi ci interessa se vi sentite stressate nella vostra vita, e dobbiamo conoscere il vostro stile di vita.

Esame del profilo ormonale

L’esame del profilo ormonale avviene contemporaneamente con l’esame ad ultrasuoni (follicolometria). Facciamo un quadro completo di un ciclo mestruale in cui effettuiamo tre esami di ormoni, con il test del sangue, e l’esame ad ultrasuoni del piccolo bacino.

  • ESAME DI RISERVA OVARICA
    • in base alla concentrazione degli ormoni gonadotropi rileviamo quale è la vostra riserva di ovuli nelle ovaie. L’esame si effettua il secondo o il terzo giorno della mestruazione. 
    • l’indice ancora più preciso della riserva di ovuli è il valore AMH – ormone antimulleriano. È possibile misurarlo qualsiasi giorno del ciclo mestruale. 
  • ESAME AD ULTRASUONI (FOLLICOLOMETRIA)
    • con l’uso degli ultrasuoni accertiamo la presenza di un follicolo che continua a maturare (in cui  dovrebbe trovarsi un ovulo capace di maturare e di esser rilasciato dall’ovaia) nell’ovaia e lo spessore della tonaca – rivestimento dell’utero che in quel momento dovrebbe esser circa di 8 mm. L’esame è effettuato circa il 12.-13. giorno dall’inizio della mestruazione. 
    • più tardi nel ciclo (21. giorno dall’inizio della mestruazione) effettuiamo un altro esame ad ultrasuoni. Nell’ovaia è presente il corpo luteo che nasce dalla trasformazione di follicolo di cui si è liberato l’ovulo al momento dell’ovulazione. Anche il rivestimento dell’utero è variato, siccome esposto all’azione dell’ormone del corpo luteo – del progesterone. Oltre all’esame ad ultrasuoni, vi preleviamo il sangue per rilevare il livello di progesterone e di prolattina.
  • ALTRI ESAMI
    • in qualsiasi momento del ciclo mestruale effettuiamo il prelievo per accertare i valori di TSH (funzione di tiroide), insulina nelle pazienti con la sindrome di ovaie policistiche (per negare mancata reattività ad insulina, ciò comporterebbe i disturbi di ovulazione), vitamina D, ormoni maschili – androgeni, eventualmente altri esami secondo indicazione.

Esame di pervietà di salpingi

Per esaminare la pervietà delle salpingi si applicano di solito due metodi. Lo standard è l’esame laparoscopico effettuato in anestesia totale, nell’addome si introduce un apparecchio ottico speciale grazie a ciò il medico vede direttamente come sono gli organi riproduttivi, e riesce a negare endometriosi. L’esame è effettuato  o durante la degenza o in ambulatorio come un intervento di un giorno.

L’esame ad ultrasuoni di pervietà delle salpingi  (HyCoSy) viene effettuato in ambulatorio, senza anestesia. Nella cervice dell’utero si introduce un catetere sottile attraverso cui si applica una sostanza contrastante visibile agli ultrasuoni. All’esame, il medico vede se la sostanza contrastante riesca a passare attraverso le salpingi, e arrivare fino alle ovaie. Tale esame non è ottimale per ogni paziente, per esempio, applicandolo, non possiamo negare o affermare endometriosi (è possibile affermarla solo con un intervento laparoscopico).


Procedura diagnostica dell'UOMO

Esame introduttivo

L’esame dello spermiogramma può esser effettuato dopo l’assenza sessuale di 3-5 giorni. I parametri dello spermiogramma variano con ogni esame, per tale motivo gli esperti valutano i dati in modo complessivo, e considerati gli altri esami. La possibilità di fecondazione può esser assolutamente esclusa solo a patto che nello sperma non sia nessun spermatozoo. In caso contrario, non è possibile stabilire un limite fino a cui il concepimento spontaneo è possibile. Però vale che peggiori sono i parametri dello spermiogramma, minore è la possibilità di successo di un concepimento spontaneo.

 

L’esame generale stabilisce:

  • Volume, aspetto, durata di fusione dello sperma
  • Quantità di spermatozoi al millimetro
  • Esame di motilità e di forma di spermatozoi

 

Esame specializzato dello sperma:

  • Trial wash test – separazione di spermatozoi dal plasma seminale (altri articoli dello sperma). A seconda di quanti spermatozoi siamo capaci di ottenere, sappiamo decidere meglio quale dei metodi della riproduzione assistita è il più adatto.
  • Esame di anticorpi contro spermatozoi nello sperma – se nello sperma sono presenti anticorpi, la possibilità di concepire spontaneamente si riduce, anche se l’esame generale dello spermiogramma è in norma.
  • HALOSPERM – esame di integrità di spermatozoi DNA per accertare la presenza di spermatozoi con il corredo genetico danneggiato. Tali spermatozoi hanno ridotta capacità di fecondare un ovulo.
  • Oxisperm – esame per la procedura diagnostica di danni ossidativi degli spermatozoi. Consigliato per fumatori, uomini che soffrono di varicocele (dilatazione varicosa delle vene nello scroto), di obesità e in caso di effetti negativi dell’ambiente.
  • Vital Test – distinzione di spermatozoi morti da quelli vivi immobili. All’esame classico dello spermiogramma non siamo capaci di distinguere le cellule vive che solo non hanno l’energia per muoversi dagli spermatozoi morti.

Procedura diagnostica della COPPIA

Esame introduttivo

L’esame postcoitale è l’esame del muco prelevato dalla cervice dell’utero dopo un rapporto sessuale non protetto. Si effettua nel periodo dell’ovulazione quando il muco ha le migliori caratteristiche per la penetrazione di spermatozoo. Il muco si sottopone all’esame subito dopo il prelievo, sotto microscopio.

Si valuta:

  • Numero di spermatozoi
  • Motilità e qualità di motilità di spermatozoi

I risultati dimostrano la capacità degli spermatozoi di penetrare nel muco della cervice dell’utero, e di sopravvivere in tale ambiente. In caso di alta percentuale di spermatozoi immobili, la causa può esser la presenza di anticorpi contro gli spermatozoi che causano l’immobilizzazione o gli accumuli di spermatozoi. Gli accumuli sono vivi, però gli spermatozoi non riescono a muoversi, e non possono fecondare l’ovulo. Prima di sottoporsi all’esame in parola, si raccomanda di rispettare l’astinenza sessuale di 3 giorni per raggiungere una qualità ottimale degli spermatozoi. L’esame postcoitale è un esame semplice, veloce, indolore e non costoso in base a cui potete scoprire di avere una chance reale di concepire naturalmente o meno.

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Terapie

Quando la natura non riesce a fare il suo corso, noi nel centro GYNCARE siamo disposti ad aiutarvi. Applichiamo i metodi più moderni delle terapie, e facciamo l’uso degli strumenti di altissima qualità per raggiungere l’obiettivo desiderato.

Come possiamo aiutarvi

  • Induzione dell’ovulazione
  • Inseminazione intrauterina  (IUI)
  • FIV — Ciclo nativo / Ciclo soft / Fecondazione assistita classica

Metodi che applichiamo alla FIV

Tecniche micromanipolative della fecondazione di ovulo da spermatozoo:

  • Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo (ICSI)
  • Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo morfologicamente selezionato (IMSI)
  • Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo preselezionato (PICSI)
  • Oosight spindle view

Tecniche di selezione di spermatozoi:

  • Selezione di spermatozoi magneticamente attivata (MACS)

Metodi di coltura di embrioni:

  • Coltura prolungata di embrioni
  • Coltura di embrioni in Embryoscop
  • Coltura di embrioni in incubatorio a più camere
  • Embryogen – medium di coltura

Metodi complementari:

  • Assisted hatching (AH)
  • Embryo glue
  • Crioconservazione – congelamento di gameti e di embrioni

Come possiamo aiutarvi

Induzione dell’ovulazione

L’ovulazione, ossia il rilascio di un ovulo maturo dall’ovaia, alle normali condizioni, è un processo regolare e spontaneo. Se l’ovulo però non si rilascia dall’ovaia, la donna non è capace di divenire gravida. L’induzione dell’ovulazione è uno dei metodi che possono aiutare a concepire.

L’ovulazione viene indotta con l’uso di preparati che sostengono la crescita del follicolo in cui avviene la maturazione di ovulo.

Potete provare a concepire a casa, il momento ideale è ancora prima dell’ovulazione. L’induzione dell’ovulazione può esser connessa con l’inseminazione intrauterina (IUI).

Media percentuale di successo: Riusciamo ad indurre l’ovulazione nel 90% delle donne che non hanno l’ovulazione spontanea. La probabilità di concepimento dipende anche da altri fattori.

Quando è consigliato questo intervento? L’induzione dell’ovulazione è indicata in donne che sono prive di ovulazione spontanea, e non presupponiamo in loro caso un altro fattore di sterilità.

Inseminazione intrauterina (IUI)

L’inseminazione intrauterina (IUI) è il metodo basato sull’introduzione di spermatozoi direttamente nell’utero, durante l’ovulazione. Gli spermatozoi che presentano le migliori caratteristiche arrivano così in immediata vicinanza dell’uovo, e le chance di fecondazione aumentano.

Questo è un intervento semplice in ambulatorio, senza necessità di degenza, che dura solo un paio di minuti. IUI può avvenire come una parte del ciclo mestruale naturale, o potete sottoporvi (previa raccomandazione del medico) alle terapie ormonali durante le quali monitoriamo la crescita dei follicoli nelle ovaie con l’uso di ultrasuoni. Dopo l’intervento è necessario aspettare, e trascorso un periodo raccomandato da medico, fare il test di gravidanza.

Media percentuale di successo: 12-15% ad un ciclo curativo, ossia un ciclo mestruale in cui l’intervento viene effettuato.

Quando è questo metodo raccomandato?

  1. Leggeri gradi  di endometriosi con buona pervietà delle salpingi
  2. Leggeri disturbi di spermiogramma
  3. Sterilità inspiegabile
  4. Impossibilità di rapporto sessuale vaginale
  5. Inadeguatezza del rapporto sessuale vaginale (pazienti infettivi – per esempio in caso di HIV)
  6. Utilizzo di spermatozoi del donatore

Ciclo standard FIV

La fecondazione in vitro (FIV) è un metodo laboratorio in cui la fecondazione dell’ovulo avviene all’esterno dell’utero. La FIV rappresenta uno dei metodi più efficaci per risolvere l’infertilità.

La FIV avviene di solito tramite l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo (ICSI), quando lo spermatozoo è immesso direttamente nell’ovulo. Il vantaggio di questo metodo è quello che si usa un solo spermatozoo. 

L’ovulo fecondato diventa pre-embrione, e dopo un certo tempo lo trasferiamo nell’utero, dove nel caso ideale, continua lo sviluppo.

Per la FIV si fa l’uso di:

  • ovulo e spermatozoo della coppia
  • ovulo proprio e spermatozoo del donatore
  • ovulo della donatrice e spermatozoo del partner
  • sia ovulo che spermatozoo di donatori

Media percentuale di successo: Attualmente la percentuale di successo dei cicli FIV gira intorno al 50-60% ad un ciclo. Però è molto importante sottolineare varie percentuali di successo in varie fasce d’età. Mentre fino al 30. anno d’età della donna, la percentuale di successo è altissima – superiore al 60%, dopo il 40. anno raggiunge il limite del 15%.

 

Quando è consigliato questo intervento?

Esistono tante indicazioni per sottoporsi al ciclo FIV, tra quelle principali sono:

  1. Salpingi con pervietà insufficiente, assenza di salpingi – dopo asportazione
  2. Parametri patologici dello spermiogramma
  3. Endometriosi della donna
  4. Imminente disfunzione delle ovaie
  5. Indicazioni genetiche
  6. Indicazioni immunologiche
  7. Infertilità idiopatica – infertilità inspiegabile, in questo caso non siamo capaci di scoprire la causa
  8. dell’infertilità, dopo l’attuazione di 2-3 cicli IUI.

Ciclo nativo e ciclo soft

Quanto al ciclo nativo ed al ciclo soft, essi sono i metodi simili alla FIV classica. La differenza consiste nel fatto che in caso del ciclo nativo, la fecondazione all’esterno dell’utero è effettuata senza alcuna stimolazione ormonale, e in caso del ciclo soft, la stimolazione ormonale dura meno giorni, e le dosi sono inferiori rispetto alla stimolazione classica. 

  1. Il ciclo nativo è la fecondazione all’esterno dell’utero senza alcuna stimolazione ormonale. Il medico vi preleva un ovulo dal follicolo maturato naturalmente. 
  2. Il ciclo soft è simile, prima di prelevare un ovulo, la paziente è sottoposta alla stimolazione ormonale. Le dosi sono però inferiori, e la stimolazione è notevolmente più breve rispetto agli standard della FIV.

Il proseguimento in entrambi i cicli è uguale al ciclo FIV. Nel laboratorio avviene la fecondazione all’esterno dell’utero, la coltura dell’embrione e poi il suo trasferimento nell’utero.

Media percentuale di successo: La percentuale di successo dei cicli soft è di circa 15-17% ad una stimolazione. La percentuale di successo cumulativa dopo 3 cicli è di circa 30%. Non esistono precise statistiche relative alla percentuale di successo dei cicli nativi, in generale, la percentuale di successo è assai bassa – meno del 10% al ciclo.

Quando è tale intervento consigliato? I cicli nativi, considerata una bassa percentuale di successo, sono consigliati ai pazienti raramente. Il ciclo soft è scelto da pazienti stessi che rifiutano la stimolazione ormonale classica, eventualmente i pazienti che rifiutano la crioconservazione (congelamento) degli embrioni, e vogliono far fecondare sono un piccolo numero di ovuli. Ugualmente, nei casi individuali, i cicli soft sono adatti per le pazienti d’età avanzata che pian piano si avvicinano al limite d’età superiore per questo programma, eventualmente per le pazienti che non reagiscono in modo ottimale alla stimolazione classica.


Metodi da noi applicati alla FIV

Tecniche micromanipolative della fecondazione di ovuli con spermatozoo

ICSI – Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo

ICSI significa l’immissione di spermatozoo direttamente all’interno (citoplasma) dell’ovulo. In caso di ICSI classica, lo spermatozoo è selezionato da embriologo, secondo la sua motilità e forma, però esistono anche metodi più precisi per selezionare uno spermatozoo che presenta le migliori caratteristiche.

Quando applicare questo metodo?

  1. In caso di insufficiente quantità o insufficiente motilità di spermatozoi nello sperma
  2. In caso di gravi patologie dello spermiogramma
  3. In caso di prelievo chirurgico di spermatozoi
  4. Se le pazienti hanno già compiuto l’età di 37 anni
  5. Se non siamo capaci di raggiungere una sufficienza di ovuli
  6. Se la donna soffre di endometriosi
  7. Se nello sperma sono presenti anticorpi contro gli spermatozoi
  8. Se il DNA degli spermatozoi è frammentato

IMSI – iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo morfologicamente selezionato

Metodo di selezione di spermatozoo all’applicazione dell’ICSI, basato su un massimo ingrandimento microscopico dello spermatozoo. Questa è una modificazione al metodo ICSI, e l’embriologo può valutare i minimi difetti di forma degli spermatozoi, e selezionare lo spermatozoo ottimale per la fecondazione dell’ovulo. Il metodo IMSI non può esser applicato in caso di bassissima quantità di spermatozoi nello sperma.

PICSI – iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo preselezionato

Metodo di selezione dello spermatozoo nella micromanipolazione ICSI, basato sulla selezione di uno spermatozoo maturo e sano. Prima dell’ICSI, usiamo una capsula di Petri trattata con uno strato speciale di cui composizione assomiglia ai follicoli di ovulo. Su tale superficie dovrebbero legarsi solo gli spermatozoi che dispongono di corredo genetico adeguato, e come tali hanno le migliori chance per fecondare l’ovulo.

Quando applicare questo metodo?

  1. In caso di pazienti con parametri patologici dello spermiogramma
  2. In caso di sviluppo poco ottimale degli embrioni nei precedenti cicli FIV a presupposto, se presupponiamo il problema da parte degli spermatozoi.
  3. In caso di fallimenti ricorrenti dei cicli FIV con il trasferimento di embrioni che hanno presentato le migliori caratteristiche di sviluppo

Oosight spindle view

Una tecnica microscopica speciale che permette di rendere visibile il fuso mitotico dell’ovulo per poter valutare meglio le caratteristiche dell’ovulo. Consigliamo in caso di pazienti dall’età superiore a 37 anni, in caso di donne con bassi valori AMH, e in caso di pazienti che hanno avuto nel precedente ciclo FIV lo sviluppo inadeguato degli embrioni nonostante normali parametri dello spermiogramma, in caso di ovuli che non hanno un’immagine microscopica ottimale, all’utilizzo di ovuli congelati e in caso di bassa percentuale di ovuli fecondati nel precedente ciclo FIV-ICSI.

Tecniche di separazione di spermatozoi

MACS – selezione di spermatozoi attivata magneticamente

Metodo di selezione di spermatozoi che utilizza l’azione del campo magnetico. Il risultato dell’applicazione è l’isolamento di spermatozoi da buon corredo genetico (DNA non danneggiato) che sono adatti a fecondare l’ovulo. A differenza dai metodi IMSI e PICSI, gli spermatozoi così selezionati possono esser utilizzati per tutti i metodi della riproduzione assistita – inseminazione, FIV, ICSI, perfino è possibile criopreservare gli spermatozoi così acquisiti per ulteriore utilizzo nel tempo.

 

Metodi che applichiamo alla FIV

Metodi di coltura di embrioni:

Coltura prolungata degli embrioni (fino al 5. giorno dello sviluppo dell’embrione)

La coltura di embrioni in condizioni di laboratorio fino allo stadio di blastocisti espansa che si origina il 5. giorno dopo la fecondazione. I risultati della FIV dopo il trasferimento di blastocisti sono migliori rispetto al trasferimento di embrioni che hanno meno giorni di sviluppo, perché una gran parte degli embrioni sospende lo sviluppo proprio dopo il 3. giorno dalla fecondazione. Se l’embrione riesce ad arrivare al 5. giorno di sviluppo, aumenta la possibilità di successo del suo impianto nell’utero.

Coltura di embrioni in EmbryoScope

Apparecchio di coltura speciale per embrioni che mantiene le condizioni stabili in incubatorio, e offre come l’output una sequenza di fotografie sulla segmentazione dell’embrione (l’apparecchio scatta le foto dell’embrione ogni 20 minuti). Ciò permette all’embriologo di stabilire precisamente la regolarità della scissione di cellule dell’embrione. Il risultato di tale coltura dà la possibilità di selezionare un embrione che presenta le migliori caratteristiche di sviluppo per impiantarlo nell’utero (embrione di cui scissione era la più regolare), senza intervenire nelle condizioni della scissione.

Coltura di embrioni in incubatorio a più camere

Alla coltura di embrioni in un incubatorio a più camere, ogni paziente ha a disposizione una piccolina camera dell’incubatorio solo per i propri embrioni. A differenza dalla coltivazione classica, grazie a ciò non è necessario  intervenire nell’atmosfera ottimale necessaria per una buona scissione di embrioni tutte le volte quando l’embriologo deve controllare gli embrioni di un’altra paziente. Un’atmosfera stabile dell’incubatorio migliora così lo sviluppo di pre-embrione, aumentando le sue chance di impiantarsi nell’utero, e svilupparsi bene.  

Embryogen – medium di coltura

Medium di coltura speciale destinato alle pazienti che hanno subito nel passato aborti spontanei (perdite della gravidanza) ricorrenti. Contiene fattori di crescita speciali che aumentano la percentuale di embrioni con scissione ottimale. Oltre alle pazienti con perdite della gravidanza ricorrenti, si consiglia anche in pazienti in cui ripetutamente non avviene l’impianto di embrioni dopo il trasferimento, ma anche in pazienti che soffrono di sterilità inspiegabile.

Metodi complementari:

Assisted hatching (AH)

Produzione di una piccola apertura nell’involucro dell’embrione con raggio laser. L’embrione è fino al 6. giorno dalla fecondazione circondato da un involucro chiamato anche zona pellucida. L’embrione deve abbandonarlo per poter impiantarsi nell’utero. Un involucro troppo rigido può bloccare l’embrione di uscire, e perciò non riesce ad impiantarsi nell’utero. Un taglio nell’involucro con raggio laser è sicuro, non espone al rischio lo sviluppo dell’embrione.

Embryo glue

Chiamato semplicemente anche una colla per embrioni – è un medium speciale (soluzione) in cui l’embrione è trasferito nell’utero. La composizione chimica di tale medium je molto simile alla composizione del liquido che normalmente si trova nell’utero, e la sua densità è superiore a quella dei medium normali usati per il trasferimento di embrioni. Ciò dovrebbe creare sia le condizioni ottimali per il successivo sviluppo e la scissione dell’embrione, che minimizzare il rischio di spostamento dell’embrione nell’apparato riproduttivo della donna dopo il trasferimento dell’embrione.

Crioconservazione – congelamento di gameti e di embrioni

La procedura di congelamento di gameti e di embrioni è diventata la parte integrante dei metodi di riproduzione assistita. I gameti non utilizzati immediatamente per la fecondazione o per l’impianto nell’utero, vengono congelati a -196°C. Tale tecnica permette di conservarli praticamente a tempo indeterminato.

  • Crioconservazione (congelamento) di ovociti

Il metodo di congelamento di ovociti (ovuli) effettuato in donne che stanno per sottoporsi alle terapie oncologiche o in donne che vogliono ritardare il momento di concepimento, e vogliono far congelare i propri ovociti per un loro utilizzo nel tempo (cosiddetto social freezing). Il congelamento di ovociti è preceduto dalla stimolazione ormonale delle ovaie che dura circa 12 giorni. Il prelievo di ovuli maturi avviene in anestesia totale, e gli ovuli successivamente prelevati vengono poi crioconservati in azoto liquido. Si applica la tecnica di criopreservazione chiamata vitrificazione che consiste nel congelamento ad un’altissima velocità in una cannuccia speciale.

  • Crioconservazione (congelamento) di embrioni

Nel caso che il ciclo della riproduzione assistita produca più embrioni, trasferiamo nell’utero un solo, o al massimo due embrioni che presentano le migliori caratteristiche di sviluppo. Consigliamo di tenere gli embrioni residui criopreservati per un loro utilizzo dalla coppia nel tempo. La sopravvivenza di embrioni dopo lo scongelamento è molto alta, grazie a ciò in caso di concepimento fallito al trasferimento di un embrione fresco, la coppia può provare il trasferimento di un embrione precedentemente criopreservato (KET), preceduto solo dalla preparazione della tonaca dell’utero per accogliere l’embrione impiantato. La donna evita così un nuovo processo di stimolazione con successivo prelievo di ovociti. In caso di buona qualità di embrioni dopo il scongelamento, le chance per la gravidanza dopo il trasferimento di embrione precedentemente criopreservato sono simili a quelle in caso del trasferimento di un embrione fresco.

  • Crioconservazione (congelamento) di embrioni

Il  congelamento di spermatozoi è utilizzato in caso di pazienti prima dell’avvio delle terapie oncologiche, ugualmente nel programma della donazione di spermatozoi. La sopravvivenza di spermatozoi dopo lo scongelamento è altamente individuale, però di solito, il processo di crioconservazione e di scongelamento riesce a sopravvivere circa il 50% di spermatozoi. In dipendenza dai parametri dello spermiogramma è possibile utilizzare una dose degli spermatozoi scongelati  per l’inseminazione intrauterina – la dose per l’inseminazione dovrebbe contenere almeno 15 milioni di spermatozoi -in caso di parametri peggiori dello spermiogramma, per fecondare un ovulo si applicano le tecniche micromanipolative nell’ambito del programma della FIV.


Donazione

Fa parte integrante della cura dell’infertilità il programma di donazione.

Donazione di ovociti (ovuli)

La donazione di ovociti è uno dei metodi di successo per la cura dell’infertilità. La terapia con ovociti donati presenta una serie di metodi curativi, quando gli ovociti di una donatrice anonima vengono fecondate da spermatozoi del partner o di un donatore.

Motivi della cura con ovociti donati:

  • disfunzione di ovaie precoce
  • malattie genetiche
  • bassa qualità di ovociti nei precedenti cicli della FIV
  • cure e terapie oncologiche superate
  • trasferimenti di embrioni con propri ovociti ripetutamente senza successo

Nel 50% delle riceventi di ovociti, l’infertilità è causata da insufficienza ovarica precoce, disfunzione delle ovaie prima del compimento di 40 anni di età.

Principio della donazione di ovociti

Le donatrici di ovociti sono le donne dall’età compresa fra 18 e 34 anni. La donazione è preceduta da una serie di esami  a cui la donatrice di ovociti deve sottoporsi per escludere malattie infettive, sessualmente e geneticamente trasmissibili. Per selezionare una donatrice di ovociti, si prende in considerazione l’aspetto e il fenotipo della ricevente. Inoltre, cerchiamo di prendere in considerazione anche il gruppo sanguigno della donatrice e della ricevente.

La donatrice di ovociti si sottopone alla stimolazione delle ovaie, seguita dal prelievo di ovociti effettuato in anestesia totale. Essi vengono fecondati da spermatozoi del partner ancora il giorno del prelievo, e trascorsi parecchi giorni della coltura (di solito 3-5 giorni), in base all’accordo, un embrione o eventualmente due vengono trasferiti con l’uso di un sottile catetere nell’utero della ricevente. Il trasferimento dell’embrione/i è effettuato di modo che il ciclo della ricevente coincida con il ciclo della donatrice. In certi casi gli embrioni vengono criopreservati, e in tale caso non è necessaria una coincidenza fra la ricevente e la donatrice. Il trasferimento di embrioni avviene nel ciclo naturale, in un certo giorno dopo l’affermazione dell’ovulazione.

La donazione di ovociti è rigidamente anonima, volontaria e gratuita. Però ogni donatrice ottiene un rimborso di costi relativi alla donazione. Secondo la legislazione della Repubblica Slovacca, la madre del figlio è la donna che l’ha partorito. 

Donazione di embrioni

La donazione di embrioni è una tecnica alternativa per la cura dell’infertilità, adatta alle coppie in cui in entrambi i partner la produzione di propri gameti (ovociti e spermatozoi) è notevolmente disfunzionale. La cura consiste nell’impianto di embrioni donati nati dalla fecondazione di un ovocito di donatrice anonima con una spermatozoo di un donatore anonimo.

Donazione di spermatozoi

La donazione di spermatozoi è consigliata alle coppie in cui persiste il problema di infertilità del partner. Si tratta di assenza di spermatozoi nello sperma, o il partner è portatore di una malattia genetica.
Gli spermatozoi donati non possono esser utilizzati per fecondare una donna single.

Principio di donazione di spermatozoi

Il donatore di spermatozoi può diventare un uomo dall’età compresa fra 18-34 anni, soddisfacente i criteri stabiliti: ottimali devono esser sia i parametri dello spermiogramma che l’esito degli esami d’ingresso per negare la presenza di malattie infettive, sessualmente e geneticamente trasmissibili. Gli spermatozoi vengono congelati in quarantena di 180 giorni, e trascorso tale periodo, si effettuano di nuovo gli esami centrati a malattie infettive e sessualmente trasmissibili. Solo in caso dell’affermazione di risultati negativi, si può far l’uso degli spermatozoi.