Vi consigliamo - Gyncare - Centrum pre asistovanú reprodukciu

Vi consigliamo

Abbiamo riassunto per voi le risposte alle domande più frequenti. Se non avete trovato una risposta alla vostra domanda, contattateci, per favore.

1

Sono gli interventi a cui mi sottopongo nel centro per la riproduzione assistita dolorosi?

Non c’è bisogno di preoccuparsi, però è necessario accettare il fatto che la stimolazione delle ovaie prima della fecondazione assistita è connessa con l’applicazione di iniezioni. Le iniezioni di eseguono a casa, usando un sottile ago sotto la pelle nella zona dell’ombelico. Queste iniezioni sono ormonali, e provocano la crescita di parecchi follicoli nelle ovaie. Tale ingrandimento delle ovaie può esser accompagnato da miti dolori nella zona inferiore dell’addome. Il prelievo di ovociti si effettua in anestesia totale, e dura circa 5-10 minuti,  e non è doloroso.


2

A quanti cicli FIV la donna può sottoporre?

Il numero dei cicli di fecondazione assistita non è limitato, ciò significa che non è stabilito il limite superiore del numero di cicli a cui la donna può sottoporsi nella sua vita. In caso di tentativi falliti ricorrenti con i propri ovociti e gli spermatozoi del partner, siamo capaciti di offrire un’altra possibilità, facendo l’uso di ovociti di una donatrice o di spermatozoi di un donatore, ovviamente solo dopo una valutazione individuale delle cause di assenza di gravidanza. Tante volte il motivo di esito negativo è una bassissima qualità di gameti o di embrioni.


3

Può la donna accedere al programma di fecondazione assistita, se è single?

No, la fecondazione assistita si effettua solo a condizione della coppia. Il partner deve riconoscere la paternità.


4

Come si proceder se il primo tentativo di fecondazione è negativo?

Il vostro medico curante decide su come procedere. Si hanno più possibilità a seconda della vostra condizione di salute e delle circostanze.


5

Sono le cure ormonali sicure per la donna?

Sì, le cure ormonali sono per la donna sicure se monitorate da esperti. In caso di qualsiasi effetto indesiderato è necessario rivolgersi immediatamente al medico curante.


6

Fino a che età è possibile sottoporsi alla FIV?

Il limite d’età per sottoporsi alla FIV praticamente non esiste. Al compimento di 39 anni d’età, l’intero intervento è a carico della paziente. Occorre anche prendere in considerazione il fatto che una volta compiuta tale età, le chance di divenire gravida si riducono notevolmente, e ciò vale anche in caso della fecondazione assistita.


7

Quanto spesso dovrò venire al centro?

Il numero delle consultazioni dipende dal metodo concreto applicato, però all’inizio della procedura occorre venire al centro almeno un paio di volte al mese.


8

Potrò continuare a lavorare durante le cure?

Sì, nessuno dei metodi curativi richiede l’incapacità di lavorare di lunga durata. Dall’altra parte, consiglio alle donne di rilassare e non lavorare troppo durante il processo di fecondazione assistita. Nel caso che il vostro lavoro sia fisicamente faticoso, nei periodi critici (dopo la fecondazione) si consiglia di rilassare tanto. Consigliamo di sospendere il lavoro anche alle donne che lavorano in un ambiente infettivo, in ambiente con presenza aumentata di sostanze nocive alla salute o tossiche e con radiazioni al posto di lavoro.


9

Ha la fecondazione assistita alcun impatto sulla salute del bambino?

La percentuale dei bambini con anomalie di sviluppo congenite nati dopo la fecondazione assistita è leggermente superiore, e rappresenta circa il 4% rispetto al 2% dei bambini concepiti naturalmente. Una percentuale superiore di anomalie genetiche congenite e di anomalie genetiche è però causata dal fatto che l’età media delle donne che si sottopongono alla fecondazione assistita è superiore alla media età delle donne gravide in generale, e come sappiamo, con l’età – soprattutto dopo il compimento del 35. anno d’età – il rischio di tali complicazioni in gravidanza è in aumento. Perciò ad ogni donna che diviene gravida grazie alla fecondazione assistita, consigliamo uno screening preciso. In modo ottimale,  in un centro per la diagnosi prenatale.


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Come può aiutare il partner in questo processo?

Il partner dovrebbe esser una parte attiva nell’intero processo dei tentativi di avere un bambino. Dovrebbe interessarsi della sua compagna, ed aiutarla ad affrontare tutti gli interventi, prestarle un sostegno psicologico, questo è il suo compito più importante.


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Provoca il primo appuntamento nel centro alcun obbligo?

No. Il primo appuntamento è informativo. Vi conferiamo tutte le informazioni rilevanti, e voi avrete il tempo necessario per decidervi.


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Che cosa devo portare con me alla prima consultazione?

Bisogna portare con sé tutti i risultati dei precedenti esami a cui vi siete sottoposti – voi o i vostri partner. Se siete monitorate da endocrinologo, ematologo, diabetologo, portate con voi le valutazioni dei medici specializzati. Se vi siete sottoposte nel passato ad esame laparoscopico, eventualmente ad esame di pervietà delle salpingi, portate con voi esiti di tali esami al primo appuntamento. Se non vi siete sottoposte a nessun esame sopra menzionato, saremo noi a fare tutti gli esami necessari.


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Devo portare con me anche il mio partner?

Sì, la presenza del partner alla consultazione d’ingresso è utile. Oltre al suo sostegno psicologico è importantissimo che lui sia informato su quello che vi aspetta. Un bambino è pur sempre il vostro sogno comune.